Il volontariato fa bene agli altri, ma soprattutto a te: lo dice la scienza

Il volontariato fa bene agli altri, ma soprattutto a te: lo dice la scienza

“Gli angeli dei nostri tempi sono tutti coloro che si interessano agli altri prima di interessarsi a se stessi”, ha affermato il regista Wim Wenders. E se si dice che sia il dolore a nobilitare l’uomo, sembra proprio che aiutare gli altri possa essere un modo decisamente più efficace per fare del bene, soprattutto a se stessi. Potrebbe venire spontaneo pensare, infatti, che l’attività di dedicarsi all’aiuto degli altri possa essere un beneficio solo per coloro a cui tale azione è rivolta, bensì uno studio ha portato alla luce una verità tutta nuova, che potrebbe stimolare le persone a dedicarsi con maggiore dedizione alle attività di volontariato.

Uno studio pubblicato sul Journal of Psychosomatic Research, realizzato su un campione di popolazione del Regno Unito, ha dimostrato che il volontariato o le attività di beneficenza riducono gli effetti del dolore fisico sulla capacità di lavorare delle persone. L’analisi ha evidenziato come il dolore fisico siano uno dei motivi principali per cui le persone si recano al pronto soccorso nel Regno Unito ed è noto che esso influisce negativamente sulla qualità della vita di una persona, compresa la sua salute mentale, la produttività sul lavoro e l’esperienza della famiglia e del luogo di lavoro. Ma la soluzione a tale problema pare essere più semplice del previsto: la ricerca infatti ha suggerito che fare volontariato presso qualsiasi organizzazione o dedicarsi alla beneficenza riduce gli effetti del dolore fisico sulle diverse sfumature della vita quotidiana, come il lavoro.

Secondo lo studio realizzato per il Journal of Psychosomatic Research, i comportamenti prosociali (volontariato) sono collegati a benefici diretti per la salute mentale e fisica: essi possono infatti creare potenti emozioni positive, ridurre stati d’animo negativi come lo stress e possa influire positivamente sul dolore fisico. Un risultato che potrebbe condurre molte persone a valutare la possibilità di dedicare una parte del proprio tempo agli altri, consapevoli del beneficio diretto che le attività prosociali possono avere non solo sulla comunità ma anche su se stessi.



“Sorella, fratello, nessuno qui ti domanderà chi sei, né perché hai bisogno, né quali sono le tue opinioni.”